I tatuaggi rendono una persona più bella?

Fino a qualche anno fa, i tatuaggi erano considerati un tabù, erano “marchi” sulla pelle usati da galeotti, carcerati o anche da marinai. Ora, onestamente, le cose sono un po’ cambiate.

I tatuaggi hanno un’origine molto antica. Nel 1769 il Capitano inglese James Cook, giungendo a Tahiti e studiando le abitudini della popolazione locale scrisse per la prima volta la parola Tattow (poi convertita in Tattoo), dal termine “tau-tau“. Pare che il suono onomatopeico ricordasse il rumore dell’ago sulla pelle.

Ma le origini sono ancora più remote; si passa dal corpo congelato e conservato, ritrovato sul confine italo-austriaco nel 1991. Gli scienziati ipotizzano che fosse vissuto ben 5300 anni fa! Sul suo corpo, sono stati trovati dei veri e propri tatuaggi, causati dallo sfregamento del carbone polverizzato sulla pelle. Dai raggi X, pare che queste incisioni venissero fatte per fini terapeutici.

Non si può non menzionare l’Egitto, dove evidenti i tatuaggi compaiono sui corpi delle danzatrici ma anche su alcune mummie. Nell’antica Roma, invece, inizialmente i tatuaggi vennero vietati dall’Imperatore Costantino, dopo la sua conversione al Cristianesimo. L’imperatore credeva nella purezza del corpo umano e questa “macchia” era considerata lecita solo per marchiare condannati e delinquenti. Solo in un secondo tempo, i tatuaggi venivano visti come immagini d’onore, una sorta di “medaglia”.

Ed oggi? E’ un vezzo estetico? O serve per immortalare un momento importante, un evento, un’occasione o un ricordo? Quel che è chiaro, è che per il tatuaggio, da qualche anno, è un periodo di grande rinascita e pare essersi scrollato di dosso quei pregiudizi e quelle prevenzioni che si avvertivano in passato.

Luoghi comuni sui tatuaggi:

“Farsi un tatuaggio può essere più doloroso di un parto”.

Sono due dolori decisamente diversi, ricordatevi che il dolore provato per una bella cosa passa in fretta.

 

“Se ti fai un tatuaggio, potrai perdere molto sangue”.

Questa è una cosa molto soggettiva, ci sono persone che sanguinano un po’ più ed altre per niente. Ma di certo non servono trasfusioni per recuperare del sangue!

 

“Se poi ti stanchi, tanto c’è il laser”.

Pensare a questa “ancora di salvezza” non è proprio corretto. La tecnologia del laser non è completamente risolutiva ed efficace nel rimuovere un tatuaggio, specialmente quando è composto da diversi colori. Quindi è bene ragionare prima di farsi un tatuaggio. E’ come sposarsi e pensare che poi tanto c’è il divorzio… forse è meglio pensarci ancora un po’? 🙂

 

“Se fai un tatuaggio, non potrai più andare in una piscina”.

Il cloro non è un ago, non scende sotto gli strati della pelle, quindi il tatuaggio è salvo. E’ logico che dopo averlo fatto, è importante lasciare il giusto tempo prima di andare in piscina.

 

“Farsi un tatuaggio potrebbe portarti malattie come l’HIV o l’epatite”.

Ricordatevi che esistono leggi, precauzioni ed i tatuatori professionisti mettono a norma tutte queste cose. Ovviamente è importante scegliere un tatuatore bravo, esperto e soprattutto con dei buoni feedback.

 

“Se ti fai un tatuaggio, non potrai più lavorare a contatto con il pubblico”.

Sia nella normativa italiana che in quella europea non ci sono articoli che parlino di divieto di avere tatuaggi. Di certo chi è intenzionato a fare parte delle forze dell’ordine deve fare un po’ più attenzione, ma la direzione è quella di penalizzare, giustamente, chi ha tatuaggi con messaggi considerati offensivi, violenti, razzisti o comunque di cattivo gusto.

Tu cosa dici, i tatuaggi rendono più bella una persona?

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